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qui HOME LA
CITTA' PESCA
DEL PESCE SPADA |
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La caccia al
Pescespada Ieri e Oggi |
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La primavera sta per diventare
estate. Sul mare calma piatta e sole. Le ore della mattina sono trascorse con
un nulla di fatto. Un’altra giornata vuota. Gli uomini non si scoraggiano. La
loto caccia è fatta di attesa e pazienza. Pochi minuti possono cambiare le sorti
di una giornata o di uno settimana di magra, purché, beninteso, a lui giri di
venirsene in superficie, di “passare”. Visto dall’alto l’andirivieni delle
passerelle che incrociano il tratto di mare tra Scilla e Palmi offre uno
spettacolo di alacrità, di dinamismo. A bordo invece gli equipaggi,
meno le
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vedette di turno cedono alla
noia e al sonno. Quasi il silenzio. All’improvviso un grido: “‘U PISCISPADA”. Dalla passerella si leva una nube di fumo, causata
dall’improvviso ‘tutto regime’ . La vedetta indica la direzione: “Pè foraI, Pè
nterra!”. La prua fende l’acqua nella direzione indicata. Affettata un’asta
della rastrelliera, il lanciatore è corso sul pontile a prua. Sulla ‘coffa’ la
vedetta curva in avanti, cerca l’affusolata sagoma azzurro cupo. Ed eccolo il
pescespada, ben attento a non andargli di fianco il timoniere cerca di mettere
il lanciatore nella migliore condizione, nell’approccio con la preda, in quanto
dovrà colpirlo in quella zona di pescespada che va
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dall’attaccatura posteriore
della pinna dorsale finoall’altezza dell’occhio. Il pescespada appena colpito,
del lanciatore, si inabissa trascinandosi dietro l’asta e centinaia di metri di
cima finché non cede agonizzante alla morte. La caccia al pescespada giunge
così, nella fase più drammatica. A Bagnata se la primavera è buona, tutto ha
inizio verso la metà di aprile.
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E un evento
spettacolare, tradizionale, pieno di colore, una sagra marina che per
oltre due mesi e mezzoduro ininterrotto
per tutto l’arco dello giornata. Così i pescatori Bagnaresi,
pescatori nomadi per eccellenza, si spostano a seconda del periodo,
e della passa prima al largo, poi sulla costa Bagnarese. E’ un perciforme. I biologi lo
hanno battezzato col solito nome latino “XIPHIAS GLADIUS”. Nella famiglia - la
suo è quella degli ”XIPHIIDAE” - è l’unico rappresentante. Illustrazioni, storie
e leggende ne hanno talmente divulgato l’immagine che anche chi non l’ha mai
visto porrebbe identificarlo di colpo. La luna di giugno. E questo il momento
cruciale della sua maturità sessuale, ed eccolo giungere dall’alto mare, alla
spicciolata, nei pressi della costa tirrenica Calabrese. Lo conquista non sarà
facile. Lei di solito è un po ritrosa. Per entrare nelle sue grazie, dovrà
corteggiarla, farle da battistrada, circondarla di attenzioni. Una volta
coronato il suo sogno d’amore sarà strettamente fedele. |
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Dei due il più piccolo
è proprio lui il maschio. Precede sempre la femmina e non l’abbandona
mai. Da questi piccoli particolari i nostri pescatori sanno ben
distinguere, a colpo d’occhio, il sesso dei due pescespada, i quali
vanno sempre a coppia, a “pariglia”. I pescatori cercano di colpire
sempre lo femmina per prima. Quando questa, trafitta s’inabissa, il
maschio si sforza di aiutarlo, sempre presente per tutto il tempo della
lotta, anche se questa dura ore ed ore. Quando il corpo di lei priva di
vita, viene recuperato il maschio continua a tentare di seguirla
esponendosi e facendosi colpire o sua volta. Quando è, invece, lui ad
essere colpito per primo, la femmina lo abbandona senza alcun rimpianto.
Tutto ciò avveniva e continua tutt’oggi ad avvenire nel tratto di mare antistante Bagnara Calabra sin dai
primi insediamenti. All’antico “luntre”, con le “poste” per l’avvistamento, si è
Sostituita la più moderna “passerella”, ma lo stile di caccia è rimasto
immutata nel tempo. |
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