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La Chiesa di Maria SS. del Monte Carmelo
fu eretta nel 1756 in contrada Carmine, corrispondente al nucleo di
più antica urbanizzazione conosciuto col nome di Marturano.
Realizzata
a spese della Confraternita omonima, con la partecipazione dell’Ecc.ma
Casa Ruffo, si trovava immersa in un gran frutteto e un ruscello che lo
attraversava. La chiesa era collegata, attraverso una stradina, ad una
piazza, situata in corrispondenza del II arco del Ponte Caravilla. Al
centro della piazza si trovava una fontana piramidale di marmo bianco,
mentre intorno si trovavano botteghe di artigiani e di venditori di
alimentari.Nella chiesa
operava la Congregazione di Maria SS. del Monte Carmelo.
Fondata nel 16 settembre
del 1687 da Carlo Ruffo, III duca di Bagnara Calabra, su concessione dei
P.P. Domenicani, si trattava di un ente assistenziale e caritatevole,
gestito dai Carmelitani e unito alla corporazione dei boscaioli o "mannesi
", come a suo tempo era stato per la Confraternita del Rosario con i
pescatori e per quella della Madonna della Montagna con gli agricoltori.
Prima dell’edificazione
della chiesa la congregazione si riuniva nell’Abbazia di S. Maria delle
Grazie e dei XII Apostoli, dove si presume la costruzione della prima
cripta per l’adorazione della Vergine del Monte Carmelo. Con la
concessione per la fondazione della Congregazione, i P.P. Domenicani
concessero un settore dei sotterranei dell’Abbazia da adibire a luogo
sepolcrale e l’antica cripta. In cambio, i carmelitani s’impegnarono per
la realizzazione di una statua ad immagine della Vergine da destinare al
culto, sostituita nel 1856 dall’attuale.
Il
primo oggetto di culto della confraternita, rigorosamente riservata agli
uomini, fu il quadro di stile bizantino, databile intorno al 1300,
raffigurante la Madonna col bambino, tutt’oggi custodito in chiesa e
recentemente restaurato.
Quasi nulla, invece, si
sa sulla conformazione di questa chiesa risalente al 1756. Come il resto
della città, è stata distrutta dal terremoto del 1783. Progettata la
ricostruzione nella zona settentrionale della marina, l’edificio fu
realizzato in un luogo non lontano dalla sua originaria ubicazione.
Dopo il grande sisma, la
congrega fece costruire, sulle rovine della precedente costruzione, una
baracca-cappella che rimase in funzione sino al 1880, anno in cui fu
terminata la nuova chiesa, coincidente a quella attuale. Intanto,
nell’ottobre del 1776 la congregazione fu elevata a confraternita con
l’assenso del Re di Napoli Ferdinando IV (Statuto
dell’Arciconfraternita).
La
facciata della chiesa di Maria SS. del Monte Carmelo, realizzata in
pietra di Siracusa, si qualifica per la chiara impostazione neoclassica
esemplata dalle quattro colonne con capitelli di ispirazione ionica.
Evidenti reminiscenze barocche connotano la morfologia degli elementi
decorativi, molto frequenti al sud, di gusto ancora seicentesco. La
facciata, così come la descrive Rosanna Malaspina, può essere vista come
il risultato di una sintesi formale che ben si inserisce nell’ambito
dell’architettura calabrese degli anni a cavallo tra i due secoli,
caratterizzata dalla persistenza di forme tardo-barocche, spesso in
sovrapposizione o combinazione col nuovo linguaggio.
A sinistra della facciata
si trova la torre campanaria, la cui riedificazione è stata ultimata nel
1917. L’interno dell’edificio è scandito, lungo le pareti longitudinali,
da colonne in stile ionico di gesso dipinto. L’altare maggiore è rifatto
in termini neoclassici nel 1828 da Don Antonio Amato, sul disegno
fornito dal confratello della congrega Don Antonio Barbara. Spesso
presente all’interno della chiesa è lo stemma dell’Arciconfraternita,
che consiste nella croce centrale a otto punte rosse con, su sfondo
bianco, quattro piccole croci di possibile origine bizantina.
Nel 1856 fu celebrata una
grande solennità per la benedizione di una nuova statua, di tipo
spagnolo, realizzata a Napoli, raffigurante la Beata Vergine del Monte
Carmelo. I festeggiamenti, che si protrassero dal 16 al 20 luglio,
videro la partecipazione di circa 3000 persone forestiere e due gruppi
bandistici mentre la confraternita si esprimeva con delle offerte a
favore dei poveri e dei carcerati. Insieme alla chiesa di S. Maria di
Porto Salvo resistette al terremoto del 1908. Nel 1923 la confraternita
è stata elevata a rango di Arciconfraternita.
La chiesa di Maria SS.
del Monte Carmelo rientra tra gli edifici più antichi di Bagnara
Calabra. L’Arciconfraternita, fondata nel 1687, è tra le più antiche
forme di organizzazione cristiana ancora esistente nella provincia di
Reggio Calabria.
Nonostante i cambiamenti
sociali e culturali, continua ad essere un importante punto di
riferimento per i cristiani del territorio bagnarese.
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